Quando il bambino non arriva, molti uomini cercano risposte con angoscia. Il desiderio di avere un figlio non realizzato pesa non solo sulla coppia, ma intacca anche l’immagine che hanno di sé. La buona notizia: l’infertilità maschile spesso si può trattare.
Molte coppie pensano prima di tutto alla donna, quando la gravidanza non arriva. È un errore. In quasi la metà dei casi la causa è, in tutto o in parte, nell’uomo.
Quanto è frequente l’infertilità maschile
I numeri sorprendono molti: secondo la linea guida della Società europea di urologia (EAU), in circa la metà delle coppie che non riescono a concepire è coinvolto un fattore maschile. In circa il 20% dei casi la causa è esclusivamente nell’uomo.
Tendenza globale: la qualità del seme peggiora
Il quadro degli studi è allarmante. Tra il 1973 e il 2011 la concentrazione media di spermatozoi negli uomini dei paesi occidentali è diminuita di oltre la metà (52,4%). Una successiva analisi dello stesso gruppo di ricerca, con dati fino al 2018, indica che il calo sta accelerando: per i dati a partire dall’anno 2000 era del 2,6% all’anno.
Dati tedeschi: un quadro realistico
In Germania, secondo la Società tedesca di urologia, una coppia su sei non riesce a concepire e ha bisogno di aiuto medico. La linea guida EAU indica per le coppie in età fertile una frequenza di circa il 15%. Se nell’uomo esista una causa lo mostra solo la visita, a cominciare dallo spermiogramma.
Il numero reale è probabilmente più alto. Molti uomini evitano di andare dall’andrologo, spesso per una vergogna ingiustificata o per scarsa informazione.
L’effetto dell’età nell’uomo è sottovalutato
Mentre l’età della donna è al centro di molte discussioni, in molti trascurano l’effetto dell’età maschile. Di solito a partire da circa 40 anni la fertilità diminuisce anche nell’uomo: vengono prodotti meno spermatozoi e la loro capacità di fecondare può ridursi. Gli errori genetici negli spermatozoi aumentano e cresce il rischio di aborto spontaneo. Anche la linea guida EAU indica l’età più avanzata del padre come fattore di rischio.
Le cause in sintesi: tabella
Le cause dell’infertilità maschile sono molteplici. La distribuzione che segue proviene da un’ampia analisi andrologica su quasi 13.000 pazienti, citata dalla linea guida EAU:
| Causa | Quota | Esempi | Possibilità di trattamento |
|---|---|---|---|
| Varicocele | 14,8% | Vene dilatate a livello del testicolo | Spesso trattabile con un intervento |
| Ipogonadismo | 10,1% | Sindrome di Klinefelter (2,6%), ipogonadismo secondario | Le forme secondarie si trattano bene, quelle primarie difficilmente |
| Criptorchidismo | 8,4% | Criptorchidismo nell’infanzia, anche dopo il trattamento | Le conseguenze spesso restano |
| Tumori | 7,8% | Tumore del testicolo, linfoma, leucemia (congelamento prima della terapia) | Crioconservazione prima della terapia |
| Anticorpi anti-spermatozoo | 3,9% | Anticorpi contro i propri spermatozoi | Trattamento in base al riscontro |
| Disturbi dell’erezione o dell’eiaculazione | 2,4% | Eiaculazione assente o retrograda | Trattamento in base alla causa |
| Ostruzione delle vie seminali | 2,2% | Vasectomia, assenza dei dotti deferenti (CBAVD) | Con un intervento o con il prelievo di spermatozoi |
| Malattie generali | 2,2% | Gravi malattie croniche | In base alla malattia di base |
| Idiopatica (sconosciuta) | 30,0% | Nessuna causa identificabile | Terapia sintomatica |
Stile di vita, infezioni, farmaci e fattori ambientali non compaiono in questa statistica come gruppo a sé. Possono però peggiorare la qualità degli spermatozoi, in aggiunta a un’altra causa.
La grande incognita: l’infertilità idiopatica
In circa un uomo su tre o quattro, nonostante accertamenti approfonditi, non si trova una causa chiara. Per chi ne è colpito è molto frustrante. Ma anche in questo caso esistono opzioni di trattamento.
L’andrologia moderna si evolve rapidamente. Quella che oggi viene considerata una «causa sconosciuta» potrebbe domani essere trattabile.

Cause ormonali
Il sistema ormonale maschile è un’orchestra finemente accordata. Se perde il tempo, la fertilità ne risente. I disturbi ormonali spesso pesano sugli uomini sia fisicamente sia psicologicamente.
Ipogonadismo ipogonadotropo: quando manca il segnale
Il caso classico: cervello e ipofisi producono troppo pochi ormoni stimolanti (FSH e LH). La conseguenza: i testicoli lavorano al minimo o si fermano del tutto.
Le cause sono molteplici. Sindromi congenite come la sindrome di Kallmann, oppure danni acquisiti da tumori, traumi o radioterapia. Dietro può esserci anche l’abuso di anabolizzanti.
La buona notizia: questa forma di solito si tratta molto bene. Con una terapia ormonale mirata (hCG, se necessario integrata con FSH) la produzione di spermatozoi spesso può riprendere.
Ipogonadismo ipergonadotropo: quando i testicoli non funzionano più
Qui il problema è direttamente nei testicoli. Nonostante segnali sufficienti dal cervello, producono poco testosterone o non ne producono affatto. Gli ormoni stimolanti FSH e LH sono di conseguenza aumentati.
Cause tipiche sono la sindrome di Klinefelter, un trauma testicolare, infezioni o la chemioterapia. Secondo la linea guida EAU, una terapia ormonale qui non aiuta. La situazione non è comunque senza speranza: spesso con la micro-TESE si riesce ancora a recuperare qualche spermatozoo.
Iperprolattinemia: l’ormone trascurato
Una prolattina elevata sopprime gli ormoni che regolano i testicoli e quindi la produzione di testosterone. Dietro possono esserci determinati farmaci o tumori benigni dell’ipofisi. I sintomi sono spesso sfumati: calo della libido, disturbi dell’erezione, a volte perfino un ingrossamento della ghiandola mammaria.
Il trattamento è di solito semplice. Farmaci come la cabergolina o la bromocriptina abbassano la prolattina, oppure si sospende il farmaco che la provoca. Spesso poi migliora anche la qualità degli spermatozoi.
Tiroide: l’influenza sottovalutata
Sia un’iperfunzione sia un’ipofunzione della tiroide possono compromettere la fertilità maschile. Per questo, in presenza di disturbi corrispondenti, i valori tiroidei rientrano negli accertamenti. Fortunatamente i disturbi della tiroide di solito si trattano bene.
Cause anatomiche: varicocele e criptorchidismo
A volte sono problemi meccanici a ostacolare la fertilità. Gli andrologi spesso riescono a vederli o a palparli direttamente. Questo rende la diagnosi più semplice e il trattamento di solito promettente.
Varicocele: la causa trattabile più frequente
Secondo la linea guida EAU, il varicocele si riscontra in quasi il 15% di tutti gli uomini e, negli uomini con problemi di fertilità, addirittura dal 35% al 40%. Le vene dilatate fanno ristagnare il sangue, aumentano la temperatura nello scroto e possono così danneggiare la delicata produzione di spermatozoi.
I gradi del varicocele e il loro significato
Si distinguono tre gradi:
- Grado I: palpabile solo con la manovra di Valsalva
- Grado II: palpabile a riposo
- Grado III: visibile e palpabile a riposo
Esiste poi il varicocele subclinico, che si rileva solo con l’ecografia. Non ogni varicocele deve essere trattato. Contano i disturbi e soprattutto la qualità degli spermatozoi. Con valori scadenti e un varicocele palpabile di solito si consiglia un intervento. Per un varicocele visibile solo all’ecografia, invece, negli studi un intervento non ha portato alcun vantaggio.
Trattamento chirurgico: precisione al microscopio
L’intervento moderno per il varicocele viene eseguito al microscopio. Con un forte ingrandimento si chiudono solo le vene interessate, mentre arterie e vasi linfatici vengono risparmiati. Secondo la linea guida EAU, ci sono così meno complicanze e recidive rispetto ad altre tecniche.
I risultati sono incoraggianti: negli uomini con valori alterati, dopo l’intervento i valori degli spermatozoi di solito migliorano. Prima che il miglioramento si veda passano fino a due cicli di formazione degli spermatozoi. Negli studi una gravidanza spontanea è arrivata di solito da sei a dodici mesi dopo l’intervento.
Criptorchidismo: conseguenze tardive di un problema dell’infanzia
Normalmente, durante la gravidanza i testicoli scendono dalla cavità addominale nello scroto. Se uno o entrambi restano «in alto», si parla di criptorchidismo.
Se non trattata, la temperatura corporea più alta può causare danni permanenti: la perdita di cellule germinali inizia già nel primo anno di vita. Anche dopo un trattamento riuscito nell’infanzia, spesso resta una fertilità ridotta.
Criptorchidismo monolaterale e bilaterale
Nel criptorchidismo monolaterale il testicolo sano spesso compensa bene: secondo la linea guida EAU, quasi altrettanti di questi uomini diventano padri rispetto agli uomini senza criptorchidismo (89,7% contro 93,7%). Diversa la situazione nel criptorchidismo bilaterale: anche dopo un trattamento riuscito, il 75% ha un numero ridotto di spermatozoi e il 42% non ha alcuno spermatozoo nell’eiaculato.
Chi ne è colpito arriva all’ambulatorio andrologico di solito solo da adulto. Per la fertilità, a quel punto, molto è spesso già deciso. Per questo è importante il trattamento precoce nell’infanzia.
Altre cause anatomiche
Le ostruzioni delle vie seminali, dovute a infezioni o a malformazioni congenite, bloccano il trasporto del seme. Nonostante una produzione normale di spermatozoi, nell’eiaculato se ne trovano allora pochi o nessuno.
L’intervento di TESE può aiutare in questi casi. Gli spermatozoi vengono prelevati direttamente dal testicolo e usati per un trattamento di ICSI.

Cause genetiche
La genetica ha un ruolo più grande di quanto molti pensino nell’infertilità maschile. Durante gli accertamenti si riscontrano regolarmente alterazioni genetiche che compromettono la fertilità. Capire queste cause aiuta nella consulenza e nella definizione del piano di trattamento.
Sindrome di Klinefelter: la causa cromosomica più frequente
Nella sindrome di Klinefelter gli uomini hanno un cromosoma X in più (47,XXY invece di 46,XY). È l’anomalia più frequente dei cromosomi sessuali. In un’ampia analisi andrologica ha interessato il 2,6% di tutti i pazienti e il 13,7% degli uomini senza spermatozoi nell’eiaculato. La sindrome di Klinefelter è spesso la causa di una grave oligozoospermia o di un’azoospermia completa.
Tipici sono testicoli piccoli e consistenti e segni di carenza di testosterone. Il quadro, però, è molto variabile.
Opzioni di trattamento nella sindrome di Klinefelter
La produzione di testosterone è di solito ridotta. Una terapia sostitutiva con testosterone può alleviare i disturbi della carenza, ma sopprime ulteriormente la produzione di spermatozoi, già limitata.
Quando c’è il desiderio di avere un figlio, si rinuncia perciò al testosterone. Una stimolazione ormonale, secondo la linea guida EAU, in questa forma (ipogonadismo primario) non aiuta. L’opzione più importante è la micro-TESE: permette di recuperare spermatozoi fino al 50% dei casi.
Delezioni del cromosoma Y: quando mancano i geni per la fertilità
Piccole lacune nel cromosoma Y possono avere grandi conseguenze. A seconda della regione interessata (AZFa, AZFb o AZFc), lo spettro va dalla grave oligozoospermia all’azoospermia completa.
Secondo la linea guida EAU, le delezioni del cromosoma Y si riscontrano dall’8% al 12% degli uomini senza spermatozoi nell’eiaculato e dal 3% al 7% degli uomini con un numero di spermatozoi molto ridotto. La diagnosi è semplice: un esame del sangue mostra la delezione. Importante per la consulenza: i figli maschi ereditano la delezione dal padre. Nelle delezioni complete che interessano AZFa e AZFb le probabilità sono così scarse che la linea guida sconsiglia una TESE.
Delezioni AZFc: ancora speranza di avere spermatozoi propri
Nelle delezioni AZFc si possono ancora trovare spermatozoi nel testicolo (con la TESE) in una percentuale di casi che va dal 50% al 75%. La prognosi è nettamente migliore rispetto ad altre delezioni.
Per questi uomini è importante una consulenza genetica particolarmente approfondita. La decisione di intraprendere un trattamento non riguarda solo loro, ma anche i loro potenziali figli maschi.
Fibrosi cistica: non solo una malattia dei polmoni
Le mutazioni del gene CFTR causano non solo la fibrosi cistica, ma anche l’assenza congenita delle vie seminali (CAVD). La produzione di spermatozoi è normale, ma il trasporto è bloccato.
Secondo la linea guida EAU, l’assenza bilaterale dei dotti deferenti si riscontra in circa l’1% degli uomini con problemi di fertilità. Circa il 4% delle persone di origine europea porta una mutazione nel gene CFTR. Questo ha conseguenze per la pianificazione familiare: se anche la partner è portatrice, i figli possono ammalarsi di fibrosi cistica.
Altre cause genetiche
Le traslocazioni robertsoniane e altre alterazioni cromosomiche possono portare ad aborti spontanei ricorrenti, anche quando la fecondazione riesce. Una diagnostica genetica chiarisce la causa.
Disturbi monogenici, come le mutazioni nei geni delle proteine delle ciglia, causano la sindrome di Kartagener con spermatozoi immobili. La diagnostica diventa sempre più precisa. Le possibilità di trattamento restano però limitate.
Fattori legati allo stile di vita
Lo stile di vita moderno può danneggiare in modo considerevole la fertilità maschile. L’aspetto positivo: questi fattori gli uomini possono influenzarli da soli. Spesso basta la spinta giusta e obiettivi realistici.
Fumo: il nemico degli spermatozoi
I dati sono chiari: i fumatori hanno una qualità degli spermatozoi peggiore. Concentrazione, motilità e forma degli spermatozoi risentono del consumo di tabacco. Viene danneggiato anche il materiale genetico.
Una grande meta-analisi con 20 studi e 5865 partecipanti conferma il legame tra fumo e valori peggiori degli spermatozoi. Gli uomini che fumano producono in media meno spermatozoi e nel seme si trovano più danni genetici.
Che cosa può fare smettere di fumare
Un esempio: un uomo di 34 anni fuma da 15 anni 40 sigarette al giorno e ha uno spermiogramma nettamente compromesso. Smettendo di fumare viene meno un importante fattore di disturbo. Prima che si veda nel referto, però, serve pazienza.
Smettere di fumare vale sempre la pena. Poiché i nuovi spermatozoi maturano in poco più di tre mesi, un miglioramento si vede nello spermiogramma al più presto dopo circa tre mesi.
Alcol: la misura è decisiva
Secondo una grande meta-analisi, un consumo moderato di alcol non sembra peggiorare i valori degli spermatozoi. Diventa un problema se si beve regolarmente più di due drink al giorno: molto alcol può abbassare il livello di testosterone e danneggiare la fertilità.
La buona notizia: secondo familienplanung.de, dopo aver smesso di bere gli effetti di solito sono reversibili.
Sovrappeso: più di un problema estetico
L’obesità modifica il profilo ormonale. Il testosterone cala, gli estrogeni aumentano. Il sovrappeso può compromettere la funzione dei testicoli e ridurre la produzione di spermatozoi.
Meccanismi dell’infertilità legata al sovrappeso
Il tessuto adiposo produce aromatasi, un enzima che trasforma il testosterone in estrogeno. Così può comparire una carenza di testosterone dovuta al sovrappeso.
Si discutono inoltre una regolazione disturbata della temperatura nello scroto, più processi infiammatori e più stress ossidativo. Tutto questo può danneggiare la delicata produzione di spermatozoi.
Fattore di successo: la perdita di peso
Dimagrire può migliorare i valori degli spermatozoi, lo suggeriscono gli studi osservazionali. I risultati degli studi controllati, però, sono contraddittori. Dimagrire può comunque attenuare una carenza di testosterone dovuta al sovrappeso. Ha senso combinare un cambiamento dell’alimentazione e l’attività sportiva.
Calore: il nemico sottovalutato
I testicoli non stanno fuori dal corpo senza motivo. Per la formazione degli spermatozoi devono restare il più possibile in modo costante circa 2 gradi più freschi della normale temperatura corporea. Un surriscaldamento può compromettere la produzione di spermatozoi.
Possono diventare un problema il portatile sulle gambe, frequenti saune, biancheria intima aderente o lavori da seduti. Anche una malattia febbrile superata da poco influisce, secondo l’OMS (WHO), sui valori dello spermiogramma.
Stress: un peso per il corpo e per la coppia
Se lo stress peggiori direttamente la qualità degli spermatozoi, dal punto di vista scientifico non è chiarito in modo definitivo. È chiaro però che il desiderio di avere un figlio non realizzato è di per sé un grande peso per molte coppie, anche per la libido.
Tecniche di rilassamento, attività sportiva o una consulenza psicologica possono aiutare a gestire meglio la situazione.

Diagnostica: lo spermiogramma e oltre
L’andrologia moderna va ben oltre il semplice spermiogramma. Di solito si segue un percorso diagnostico a più livelli, che viene ampliato in base ai risultati. L’obiettivo è trovare la causa dell’infertilità e trattare di conseguenza. Quali strade esistono, dal test a casa alla clinica per la fertilità, e che cosa dicono, lo confronta la guida Test di fertilità maschile.
Lo spermiogramma: la base della diagnostica
Ogni visita andrologica inizia con lo spermiogramma. Dopo un periodo da 2 a 7 giorni senza eiaculazione (secondo l’OMS) il campione viene raccolto per masturbazione, idealmente nello studio, per evitare danni da trasporto.
I valori di riferimento OMS (WHO) del 2021 descrivono il quinto percentile inferiore degli uomini la cui partner è rimasta incinta entro un anno:
- Volume: ≥ 1,4 ml
- Concentrazione: ≥ 16 milioni/ml
- Numero totale: ≥ 39 milioni per eiaculato
- Motilità: ≥ 42% mobili
- Morfologia: ≥ 4% di forme normali
Interpretazione: più che semplici numeri
Uno spermiogramma scadente non significa automaticamente infertilità. Alcune coppie ottengono una gravidanza spontanea nonostante valori pessimi. Al contrario, valori buoni non garantiscono la fertilità.
Conta il quadro complessivo. Secondo l’OMS, i valori di riferimento non sono espressamente un limite tra fertile e infertile. In caso di risultati anomali lo spermiogramma di solito viene ripetuto dopo un intervallo da 8 a 12 settimane, perché i valori possono variare molto da un campione all’altro.
Diagnostica avanzata degli spermatozoi
Se lo spermiogramma standard non basta, si ricorre a test aggiuntivi:
Frammentazione del DNA: misura i danni al patrimonio genetico degli spermatozoi. Secondo la linea guida EAU, una quota del 25% di spermatozoi danneggiati (misurata con il test SCSA) è la soglia oltre la quale diminuiscono le probabilità di gravidanza per via naturale o con la IUI. Valori superiori al 50% sono associati a risultati peggiori della IVF.
Reazione acrosomiale: verifica se gli spermatozoi riescono a penetrare nell’involucro dell’ovocita. Reazioni alterate possono dare indicazioni in caso di insuccessi inspiegabili della IVF.
Test di rigonfiamento ipoosmotico: verifica l’integrità della membrana. Importante in caso di scarsa motilità o prima di una ICSI.
Diagnostica ormonale: il profilo endocrino
Parallelamente allo spermiogramma si determinano importanti ormoni:
- FSH e LH: mostrano se la stimolazione dei testicoli funziona
- Testosterone: meglio al mattino
- Prolattina: in caso di sospetta iperprolattinemia
- Ormoni tiroidei: TSH, T3, T4 in presenza di un quadro clinico corrispondente
Interpretazione dei valori ormonali
Un FSH elevato indica un danno ai testicoli. Un FSH basso con uno spermiogramma scadente fa pensare a una causa ormonale, spesso ben trattabile.
Il testosterone da solo non basta. Importante è anche il testosterone libero o biodisponibile. La SHBG può influenzare in modo considerevole l’interpretazione.
Visita fisica: uno sguardo d’insieme
La visita inizia dall’impressione generale: costituzione, peluria e voce possono dare indicazioni su disturbi ormonali. L’esame dei genitali avviene in piedi e da sdraiati.
Dimensioni dei testicoli: nella popolazione generale europea i testicoli misurano in media circa 20 ml (più o meno 5 ml), misurati con l’orchidometro. Secondo la linea guida EAU non esistono valori normali univoci. I testicoli piccoli di solito producono meno spermatozoi.
Consistenza: testicoli molli possono indicare disturbi ormonali, testicoli duri tumori o cicatrici.
Epididimo: indurimenti o cisti possono ostacolare il trasporto del seme.
Diagnostica del varicocele
La visita avviene in piedi, in una stanza calda. Si palpa in modo sistematico lungo il funicolo spermatico mentre il paziente esegue la manovra di Valsalva. L’ecografia Doppler può oggettivare i reperti al limite.
Non ogni varicocele richiede un trattamento. Contano i disturbi, le dimensioni dei testicoli e soprattutto la qualità degli spermatozoi.
Diagnostica di approfondimento
Per esigenze particolari aiutano procedure aggiuntive:
Diagnostica genetica: secondo la linea guida EAU, un’analisi dei cromosomi (cariotipo) in caso di azoospermia o con meno di 10 milioni di spermatozoi per millilitro, un test per le delezioni del cromosoma Y con al massimo 1 milione di spermatozoi per millilitro (da valutare sotto i 5 milioni) e un’analisi del gene CFTR in caso di dotti deferenti assenti.
Ecografia transrettale: in caso di sospetta ostruzione delle vie seminali o di cisti.
Biopsia testicolare: necessaria ormai solo raramente, di solito direttamente nell’ambito di un intervento di TESE.

Opzioni di trattamento in base alla causa
La terapia dell’infertilità maschile dipende dalla causa di fondo. Gli andrologi seguono di solito un approccio graduale: dal trattamento più semplice a quello più complesso. Serve pazienza: i nuovi spermatozoi maturano in poco più di tre mesi.
Trattamenti ormonali: spesso il primo passo
In caso di ipogonadismo secondario, cioè quando manca il segnale da cervello o ipofisi, le possibilità di successo sono buone. Se invece sono danneggiati i testicoli stessi (ipogonadismo primario), secondo la linea guida EAU una terapia ormonale non aiuta.
Ipogonadismo ipogonadotropo: stimolare invece di sostituire
Invece di sostituire il testosterone, si stimola la produzione dell’organismo. L’hCG (gonadotropina corionica umana) imita l’ormone luteinizzante e stimola la produzione di testosterone e di spermatozoi.
Procedura tipica secondo la linea guida EAU: si inizia con 250 UI di hCG due volte a settimana e, se necessario, si sale fino a 2000 UI due volte a settimana. Lo spermiogramma viene controllato ogni tre mesi. Se l’effetto non basta, si aggiunge l’FSH; è possibile anche una combinazione fin dall’inizio.
Clomifene citrato: il classico della stimolazione
In caso di lievi disturbi ormonali si usa spesso il clomifene citrato. Blocca i recettori degli estrogeni nel cervello e aumenta così la produzione dell’organismo di FSH e LH.
Per gli uomini il clomifene non è autorizzato e l’impiego avviene off-label. Per gli uomini con valori ridotti senza causa nota, la linea guida EAU non vede dati conclusivi per principi attivi come il clomifene. Per un trattamento con FSH, quando il valore di FSH è nella norma, ci sono più evidenze.
Iperprolattinemia: aiuto rapido con gli agonisti della dopamina
Una prolattina elevata di solito si tratta in modo semplice. Gli agonisti della dopamina come la cabergolina o la bromocriptina abbassano i valori. Se la causa è un farmaco, lo si sospende, se possibile. Secondo la linea guida EAU, il trattamento può migliorare la qualità degli spermatozoi.
Importante è chiarire la causa: una risonanza magnetica in caso di valori nettamente elevati.
Trattamenti chirurgici: correggere l’anatomia
I problemi meccanici richiedono di solito correzioni chirurgiche. I tassi di successo sono buoni, se l’indicazione è corretta.
Intervento per il varicocele: il classico
L’intervento microscopico per il varicocele può essere eseguito in regime ambulatoriale, in anestesia locale. Attraverso una piccola incisione all’inguine, le vene dilatate vengono chiuse al microscopio.
Tassi di successo: negli uomini con varicocele palpabile e valori alterati i valori degli spermatozoi di solito migliorano e la probabilità di gravidanza aumenta. Una revisione Cochrane del 2021 ha trovato, rispetto a nessun trattamento o a un trattamento successivo, un tasso di gravidanza più alto di circa la metà (rischio relativo 1,55).
Le complicanze sono rare: nell’intervento microchirurgico per via inguinale o sotto l’inguine il tasso di recidiva, secondo la linea guida EAU, è dello 0,4%, mentre un accumulo di liquido nello scroto (idrocele) compare nello 0,44% dei casi.
Ostruzioni delle vie seminali: serve la microchirurgia
In caso di ostruzioni dell’epididimo o dei dotti deferenti si può prendere in considerazione una ricostruzione microchirurgica. L’intervento è impegnativo, ma ha successo se l’indicazione è giusta.
Vasoepididimostomia: collegamento tra epididimo e dotto deferente. Secondo la linea guida EAU, pervietà: dal 63% all’85%, gravidanza naturale: dal 21% al 45%.
Vasovasostomia: ripristino dopo una vasectomia. Pervietà: dal 90% al 97%, gravidanza: dal 52% al 73%.
Trattamento antibiotico: in caso di infezioni accertate
Le infezioni batteriche della prostata o dell’epididimo possono compromettere la fertilità. Gli antibiotici possono migliorare la qualità degli spermatozoi. Secondo la linea guida EAU, non è però dimostrato che il trattamento di una prostatite cronica aumenti la probabilità di una gravidanza naturale.
Possibili agenti patogeni sono per esempio le clamidie. Quale antibiotico e per quanto tempo dipende dall’agente patogeno.
Terapia antiossidante: un complemento al trattamento principale
Lo stress ossidativo danneggia gli spermatozoi. Gli antiossidanti possono forse migliorare i valori degli spermatozoi, ma non sono mai l’unica terapia. Secondo la linea guida EAU, non ci sono dati conclusivi su quali principi attivi e a quale dose aiutino. Nel grande studio MOXI gli antiossidanti non hanno migliorato né i valori degli spermatozoi né la qualità del DNA.
Di solito si usano combinazioni di:
- Vitamina E
- Vitamina C
- Coenzima Q10
- Selenio
- Zinco
Di più non significa meglio: rispetta le quantità massime per gli integratori alimentari e concorda il dosaggio con il medico. Ha senso un’assunzione per almeno tre mesi, perché i nuovi spermatozoi maturano in tutto questo tempo.
Procedure di medicina della riproduzione
Se le misure conservative non bastano, si ricorre a procedure di medicina della riproduzione. La scelta dipende dalla gravità del disturbo.
IUI: l’inizio più delicato
In caso di disturbi lievi o moderati della qualità degli spermatozoi si può considerare l’inseminazione intrauterina (IUI). Gli spermatozoi preparati vengono introdotti direttamente nell’utero.
Presupposti: spermatozoi sufficientemente mobili dopo la preparazione, tube di Falloppio pervie, una partner con ovulazione.
Tassi di successo: secondo il Registro tedesco IVF (Deutsches IVF-Register), nel 2024 il 10,3% delle inseminazioni con seme del partner ha portato a una gravidanza clinica, mentre il tasso di nati vivi nel 2023 era del 6,3% per inseminazione. I costi sono contenuti. Il carico è lieve.
IVF/ICSI: la categoria superiore
In caso di disturbi gravi non si può evitare la IVF o la ICSI. Nell’infertilità maschile la ICSI è di solito il metodo di scelta: un singolo spermatozoo viene iniettato direttamente nell’ovocita.
Conclusione
L’infertilità maschile è frequente: in circa la metà delle coppie che non riescono a concepire è coinvolto un fattore maschile. All’inizio degli accertamenti c’è lo spermiogramma, integrato da valori ormonali, visita fisica e, se necessario, test genetici. Molte cause, come un varicocele o un ipogonadismo secondario, si possono trattare in modo mirato, e uno stile di vita più sano può migliorare ulteriormente i valori. Anche quando nell’eiaculato non ci sono spermatozoi, TESE e ICSI offrono spesso ancora una strada verso un figlio proprio. Se vuoi sapere da dove cominciare, ti aiuta il nostro strumento Trova la clinica per la fertilità.
Fonti
- Temporal trends in sperm count: a systematic review and meta-regression analysis, Human Reproduction Update (Levine et al.), 2017
- WHO laboratory manual for the examination and processing of human semen, 6th edition, World Health Organization, 2021
- EAU Guidelines on Sexual and Reproductive Health: Male Infertility, European Association of Urology, 2026
- DGA, DGU e BvDU definiscono standard per la diagnostica dell’infertilità maschile, Società tedesca di urologia, 2024
- Disturbi della fertilità nell’uomo: cause fisiche, familienplanung.de (Istituto federale per la salute pubblica, Bundesinstitut für Öffentliche Gesundheit), 2026
- Età, stile di vita e ambiente: molti fattori influenzano la fertilità, familienplanung.de (Istituto federale per la salute pubblica), 2026
- Spermatozoi e fertilità maschile, familienplanung.de (Istituto federale per la salute pubblica), 2026
- Organi genitali maschili, familienplanung.de (Istituto federale per la salute pubblica), 2026
- Malattie e disturbi della fertilità negli uomini, Portale informativo sul desiderio di avere un figlio (Informationsportal Kinderwunsch, BMFSFJ), consultato nel 2026
- Annuario D·I·R 2024, Registro tedesco IVF, 2025